Piccola fotografia domestica, foto di Giorgio Rossi

A GIORGIO 2

Una persona a me cara, un progetto a me caro. Sempre attuale.
 
“Io da anni faccio stampare i miei file bianco e nero solo da Giulio, col suo Digingranditore.
Avevo in mente un piccolo progetto, una serie di fotografie: “Piccola Fotografia Domestica”. Come faccio per ogni mio progetto, forma e contenuti erano studiati per convivere e completarsi a vicenda. Dal mezzo di ripresa (fotocamera e obiettivo), all’illuminazione, dallo scatto, sino al risultato finale stampato, tutto doveva convergere alla perfezione. Solo così avrebbe avuto un senso. La “Piccola Fotografia Domestica” doveva essere un dialogo con quello che chiamano banale quotidiano, gli oggetti che vivono e respirano accanto a noi, ma che spesso guardiamo distrattamente.
A GIORGIO
Quindi nessun freddo set da still life, doveva essere una fotografia emozionale, a mano libera, fatta con semplicissimi mezzi tecnici, molto analogica… il che però con una vera analogica tecnicamente non si sarebbe potuto fare. Scattai dunque con una digitale, la Fuji xe1, con un 50mm f 1,8 zuiko. Volevo un risultato dal sapore analogico. Non puntavo alla iper-nitidezza quanto a una buona definizione e una ottima scala dei grigi, ci dovevano essere neri intensi, bianchi brillanti ma non bruciati, la carta doveva essere quella che ero abituato ad usare in camera oscura, baritata. Solo quella poteva rendere ciò che volevo ottenere.
DSCF2586

Provai vari tipi di stampa, il risultato era anche buono ma non rispondeva alle mie aspettative…. Volevo altro, volevo qualcosa che era nella mia mente ma era difficile da trasformare in stampa, in prodotto finito. Ne parlai lungamente con Giulio. Per me non è con una buona calibrazione di macchine che si ottengono i risultati che desidero. Un dialogo, un intesa profonda con lo stampatore è indispensabile. Anche storicamente è così, molti grandi fotografi senza uno stampatore di fiducia non avrebbero prodotto un risultato finale da esposizione, degno di nota. Ed avvenne quello che sulle prime stentavo io stesso a credere: le stampe del Digingranditore prodotte da Giulio erano esattamente coerenti con quello che avevo in mente.” (GIORGIO Rossi)
DSCF0995
DSCF8935.jpg

Fotografo, mestiere artigiano.

DSCF0106 b

Mi piace definirmi artigiano, anche perché in effetti, lo sono veramente.

Mi piace trovare le radici lontane della tradizione, nel mio lavoro, anche se vivo la contemporaneità.

Nulla rende meglio il valore del lavoro unito alla dignità della persona, come il definirsi e sentirsi artigiani; non è un retaggio del passato, ma una attualità ancora presente in chi segue anarchicamente la voglia di realizzare se stesso attraverso le proprie capacità professionali.

Ogni volta che le mie mani giocano con la luce, vedo compiersi la rinnovata magia  dell’immagine che si posa sulla carta fotografica seguendo solo la mia mente e la mia esperienza.

Non posso rinunciare a ripetere quei gesti che appartengono da sempre alla fotografia: per questo ho creato il Digingranditore, perché nessun’altro mezzo di stampa  mi avrebbe restituito la gioia della creazione unica.

Sono solo un gregario, ma nel servire un cliente cerco di realizzare il suo pensiero e le sue aspettative: chi si fida di me sa che saprò vedere con i suoi occhi e restituirgli ciò che lui ha visto quando ha scattato.

Ma so anche che, se riuscirò nell’intento, lui non riceverà da me solo una stampa fotografica, ma tutte le sfumature di emozione che stanno dentro i toni della sua fotografia.